giovedì, 31 agosto 2006

DIEGO: - Gloria… avrei una domanda un pochino delicata da farti. –

GLORIA: - Dopo la volta che mi hai chiesto un mio assorbente usato per quel tuo amico pazzo che faceva collezione di assorbenti usati, non oso immaginare di quale delicatezza tu sia capace, stavolta! –

DIEGO: - Ma no, ma no… uffa, con te è impossibile parlare. Te le segni. –

GLORIA: - E non dovrei? È colpa mia se, a parte Elda, tu frequenti solamente psicopatici e maniaci ossessivo-compulsivi, tipo tuo padre?! –

DIEGO: - Ecco, siamo alle solite. Senti… l’hai nominata tu: restiamo su Elda, per favore, e lasciamo perdere tutto il resto. È di lei che ti devo chiedere. –

GLORIA: - Elda è come fosse mia sorella, lo sai. Siamo cresciute insieme. –

DIEGO: - Lo so, certo. Lo so. –

GLORIA: - No, è meglio se te lo ricordi, invece. Il fatto che io venga a letto con te non significa che la mia amicizia nei suoi riguardi sia falsa, anzi. Se mi chiedesse di smetterla, ti dimenticherei in un secondo, guarda. –

DIEGO: - Ma mica lo sa, di noi! –

GLORIA: - E no che non lo sa, cosa c’entra? Se lo sapesse mi ucciderebbe. –

DIEGO: - E se questo accadesse tu non potresti più tirarti indietro. –

GLORIA: - Cosa cazzo vorresti insinuare?! –

DIEGO: - Uff… lasciamo perdere. La domanda delicata che volevo farti è: secondo te, perché Elda è di destra? –

GLORIA: - Scusa? Ho capito bene? Dopo cinque orgasmi di fila, e uno solo tuo, invece di sbattermi come un bufalo afgano ti viene in mente di chiedermi, mentre siamo ancora a letto insieme, se io sono a conoscenza del motivo in base al quale la mia migliore amica, nonché la tua fidanzata, voti a destra invece che a sinistra. Mi è tutto chiaro oppure ho saltato dei passaggi? –

DIEGO: - Immagino sia tutto. –

GLORIA: - Ne devo dunque dedurre che l’insoddisfazione di fondo nel vostro rapporto derivi da una questione politica? –

DIEGO: - Mah… –

GLORIA: - Niente “mah”! Mettiti sopra e scopami. Immediatamente. –

DIEGO: - Così? –

GLORIA: - Così, bravo. E spingi più forte che puoi, sono troppo incazzata adesso. Almeno… ah… mi passa… –

DIEGO: - Ma noi cosa siamo? –

GLORIA: - Vedi un po’ tu. Amanti? Amici particolari? Concubini? Scegline uno… che ti eccita… ah… e dacci dentro. –

DIEGO: - No, no… non dicevo questo… dicevo… siamo… di sinistra, noi? O non riusciamo… a essere di… destra?... La sinistra… cazzo, mica esiste la sinistra, in Italia, no?... Che cazzo siamo, noi, Glo’?... –

GLORIA: - Ti ecciterebbe… saperlo?... –

DIEGO: - Può darsi... –

GLORIA: - Bene… allora… te lo dico. Sei pronto? –

DIEGO: - ... –

GLORIA: - Noi siamo giusti. –

 

postato da: Mercadante alle ore 08:26 | link | commenti (2)
categorie: noi siamo giusti
mercoledì, 30 agosto 2006

“Poco a poco Nikita non si stupì più che sulla metropolitana i passeggeri addormentati trovassero il modo di insultarsi, pestarsi i piedi a vicenda e reggere pesanti borse zeppe di rotoli di carta igienica e lattuga di mare in scatola: anche lui aveva imparato a farlo. A stupirlo era altro. Molti passeggeri, subito dopo aver raggiunto a fatica un posto libero, lasciavano cadere la testa sul petto e si addormentavano – non dormivano come avevano fatto sino a un minuto prima, ma più profondamente, isolandosi completamente da ciò che li circondava. Sentendo annunciare nel sonno il nome della propria stazione, non si svegliavano mai del tutto, ma tornavano con una precisione sbalorditiva allo stato da cui poco prima si erano immersi in quell’oblio momentaneo.

(…)

A casa cominciò a osservare con attenzione i genitori e ben presto si accorse che non c’era modo di coglierli nello stato di veglia – dormivano in continuazione. Solo una volta il padre, seduto in poltrona, rovesciò la testa indietro e sprofondò in un incubo: strillò, annaspò con le mani, infine schizzò su e si svegliò – Nikita lo capì dall’espressione del viso – ma, lanciata un’imprecazione, si riaddormentò e si riavvicinò al televisore, sul cui schermo blu proprio in quel momento balenavano le immagini di una bella dormita collettiva a sfondo storico.”

 

(Viktor Pelevin, “Dormi”, racconto, dalla raccolta “Un problema di lupi mannari nella Russia Centrale”, Ed. Mondadori)

 

 

…Ma siamo sicuri che Pelevin parli solamente della Russia? Non è forse questo un preciso ritratto della nostra società? E, se sì, il processo di lobotomia mediatica è dunque da considerarsi ancora parte fondamentale di un piano massonico, ma squisitamente italiano, oppure possiamo parlare di un fenomeno molto meglio ramificato in cellule indipendenti, come un’epidemia capace non solo di riprodursi, ma soprattutto di creare forme evolute della stessa – che poi vivono e si evolvono a loro volta rispetto alla matrice di base?

In altre parole: quanti coglioni addormentati ci sono, in giro per il mondo? E quanti di loro stanno benissimo così?

Buonanotte a tutti.

 

 

G.

postato da: Mercadante alle ore 08:33 | link | commenti (6)
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venerdì, 25 agosto 2006

Club I.S.M.O. (Io Sto Male Oltremodo)

Ufficio tesseramenti

 

 

Caro Gianluca Mercadante,

                                                  mi chiamo Alfredo Scala, ho 57 anni e nella vita faccio il progettista di barriere architettoniche. Ultimamente, grazie all’ingresso del nostro Paese nell’Unione Europea – e a causa delle inerenti normative che riguardano, da angolazioni opposte, il mio caso -, il lavoro scarseggia e mi sento terribilmente vicino alla situazione che dilaga nel mondo dei lavoratori dipendenti, ormai etichettata col termine di “precariato”. Ho fatto domanda all’estero, ma mi è giunta risposta solo dai Paesi del terzo mondo, dove bisognerebbe adeguare le mie competenze in base alle necessità del territorio: dovrei a questo proposito seguire corsi di aggiornamento per avvelenare aiuti umanitari, sabotare istituzioni di volontariato… ma non desidero annoiarLa oltre, era solo per porgerLe due rapidi esempi.

Sto male oltremodo per questi motivi e richiedo dunque gentilmente di tesserarmi presso il Suo club.

RingraziadoLa sin d’ora per il gentilissimo ascolto, le auguro ogni gioia.

 

 

 

 

Gent.mo Sig. Scala,

                                  confesso che l’occasione della Sua richiesta mi è assai lieta al fine di appurare che esiste una professione quale la Sua, di cui sospettavo, Le dirò, credendo tuttavia di essere in malafede. Spesso mi sono infatti chiesto se le percentuali nel “precariato” siano aumentate nell’arco degli ultimi anni dopo un licenziamento in massa dei progettisti di ammortizzatori per carrozzine da neonato, della manodopera specializzata in rampe di accesso per disabili e infine, ma sto andando alla cieca, dei periti in calcolo dello spessore adeguato ai gradini sulle scalinate interne ed esterne degli edifici – con particolare attenzione, da parte di quest’ultima categoria, agli uffici pubblici non siti al primo piano. Dimentico probabilmente molti liberi collaboratori, ma temo che un simile raggio di ricerca comporti una gettata un tantino ampia fra amministratori condominiali che impediscono l’attuarsi di lavori tesi ad abbattere le Sue barriere e assessori comunali incapaci di trovare sistemazioni decorose a chi, suo malgrado, non può più vivere al sesto piano. Dati i nostri esigui spazi, mi fermo qui.

Accolgo dunque con piacere la Sua domanda di tesseramento, ma La pregherei di amputarsi entrambi gli arti inferiori e ripresentare tale domanda fra un anno.

Il club I.S.M.O. sarà a questo punto felicissimo di accoglierLa fra gli iscritti.

Grazie e in bocca al lupo.

 

 

postato da: Mercadante alle ore 07:53 | link | commenti (6)
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giovedì, 24 agosto 2006

Ricevo e volentieri pubblico

La dottoressa Laura Schlesinger è una famosa
giornalista della radio americana; nella sua
trasmissione dispensa consigli alle persone che le
telefonano, è un po' la trasposizione americana della
nostra Radio Maria.
Qualche tempo fa, Laura ha affermato che
l'omosessualità, secondo la Bibbia (Lev. 18:22) è un
abominio, e non può essere tollerata in alcun caso
proprio perché lo dice la Bibbia.

La seguente è una lettera veramente spedita alla
signora Schlesinger.

"Cara Dottoressa Schlesinger,
le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo
sulle leggi del Signore. Ho imparato davvero molto dal
suo programma, ed ho cercato di dividere tale
conoscenza con più persone possibile. Adesso, quando
qualcuno tenta di difendere lo stile di vita
omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel
Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio.
Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a
riguardo di altre leggi specifiche e di come
applicarle.

1. Vorrei vendere mia figlia come schiava, come
sancisce Esodo 21:7.
Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?

2. Quando do fuoco a un toro sull'altare sacrificale,
so dalle
Scritture che ciò produce un piacevole profumo per il
Signore (Lev. 1.9).
Il problema è con i miei vicini: i blasfemi sostengono
che l'odore non è piacevole per loro.
Devo forse percuoterli?

3. So che posso avere contatti con una donna quando
non ha le Mestruazioni (Lev. 15:19-24).
Il problema è: come faccio a chiederle questa cosa?
Molte donne si offendono...

4. Nel Lev. 25:44 si afferma che potrei possedere
degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che
essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio
amico afferma che questo si può fare con i Filippini,
ma non con i Francesi.
Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere
schiavi francesi?

5. Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo
35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a
morte. Sono moralmente obbligato a ucciderlo
personalmente?

6. Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare
crostacei è un abominio (Lev. 11:10), lo è meno
dell'omosessualità.
Io non sono d'accordo. Può illuminarci sulla
questione?

7. Nel Lev. 21:20 si afferma che non posso avvicinarmi
all'altare di Dio se ho difetti di vista. Devo
effettivamente ammettere che uso occhiali per
leggere...
La mia vista deve per forza essere 10/10 o c'è una
qualche scappatoia alla questione?

8. Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i
capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se
questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Lev
19:27). In che modo devono esser messi a morte?

9. Nel Lev 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di
maiale morto rende impuri.
Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei
guanti?

10. Mio zio possiede una fattoria. È andato contro il
Lev. 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di
ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha
violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di
due tipi diversi di tessuto (cotone e acrilico). Non
solo: mio zio bestemmia a tutto andare.
È proprio necessario che mi prenda la briga di
radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli
come prescrivono le scritture?
Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre
dormono, come simpaticamente consiglia il Lev. 20:14
per le persone che giacciono con consanguinei?

So che Lei ha conosce questi argomenti molto meglio
del sottoscritto, per cui sono sicuro che potrà
rispondere a queste semplici domande.
Nell'occasione, la ringrazio ancora per quello che fa
per ricordare a tutti noi che la parola di Dio è
eterna e immutabile. Sempre suo, un ammiratore
devoto".

postato da: Mercadante alle ore 07:33 | link | commenti (2)
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mercoledì, 09 agosto 2006

Finalmente, è stato ufficialmente aperto il club I.S.M.O.

Io

Sto

Male

Oltremodo

Tesserarsi qui, prego

No perditempo

 

postato da: Mercadante alle ore 00:02 | link | commenti (7)
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sabato, 05 agosto 2006

Vorrei conoscer l'odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell'aria sale e maggese,
gi aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo o dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci,
i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire i giochi di sguardi dietro agli scuri
e lo vorrei
perché non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei
ed io
Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c'è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso di un rabbuiarsi e del tuo gioire ;
vorrei tornare nei posti dove son stato
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
per farmi da te spiegare co'è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l'universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell'appennino dove risuona
fra gli alberi un'usata e semplice tramontana
e lo vorrei...
perché non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei
ed io
Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare parlare parlare parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani
giocare con te un eterno gioco proibito
che l'oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all'infinito.
e lo vorrei
perché non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei
ed io

(Francesco Guccini - Vorrei)

postato da: Mercadante alle ore 08:27 | link | commenti
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venerdì, 04 agosto 2006

Signori,

il giornale letterario “Stilos” (che chiamo giornale anziché rivista proprio perché si presenta nel formato del quotidiano e consimili) ha intervistato sul nuovo numero il vostro affezionatissimo qui presente capoclasse.

“Stilos” si trova in giro, nelle principali edicole delle principali città, nelle Feltrinelli e in qualche caffé letterario, forse.

Meglio se ne pubblico qui un breve estratto, vero? :-)

L’intervista è di Enzo Verrengia.

 

 

Giuseppe Caliceti scrive nella prefazione di Nodo al pettine che gli interessano molto gli scrittori che per vivere fanno altro. In Italia, alcuni dei migliori lavoravano del tutto al di fuori della parola scritta e dell’accademia: Fenoglio enologo, Volponi dirigente d’industria, Levi chimico. Dunque, lo strumento per narrare si affina lontano dai libri, per poi produrne di propri?

Non posso dirlo. Esistono obiettivamente romanzi di recente uscita che, privati dell’esperienza diretta da parte degli autori rispetto all’oggetto della loro narrazione, non avrebbero avuto alcuna ragione d’essere. Mi riferisco a “Pausa Caffé” di Giorgio Falco, o a “Nicola Rubino è entrato in fabbrica” di Francesco Dezio, ma sono esempi ben distanti dal mio e da quelli che lei cita. Diciamo che alcuni scrittori si sono guadagnati con costanza e fatica la possibilità di vivere a contatto con la cultura: insegnanti, ricercatori, talent scout, giornalisti, perfino addetti stampa. Altri invece no. Ma un luogo di lavoro resta un luogo di lavoro. Se genera interdipendenze con ciò che un autore produce, il tutto sta alla discrezione dell’autore stesso. Ognuno racconta quello che meglio crede – e soprattutto, se arriva a scrivere, raggiunge la propria poetica attraverso strade talmente diverse e personali, di volta in volta, che è abbastanza impossibile tradurle in un’ideale topografia.

 

Trent’anni sono forse pochi per essere il riepilogo di un’intera vicenda umana. Eppure Roberto Marchiori, protagonista del suo romanzo d’esordio “Il banco dei somari”, pare avere attraversato molto di più del centinaio di pagine nelle quali si racconta…

Roberto Marchiori è una telecamera, un puro strumento di osservazione. Tutto in lui – i suoi pensieri, le sue reazioni, le sue interazioni – è votato a questo scopo. Ho scelto di dare vita a un personaggio che si lasciasse (letteralmente) scivolare addosso determinati anni perché era mia intenzione dipingere il ritratto di una generazione, la mia, figlia di un Paese che ha perso la propria memoria storica. Roberto Marchiori, per ragioni anagrafiche, vive le fasi salienti di un sistematico lavaggio di cervello collettivo, non sempre passivo, anzi: il vuoto che descrivo nel romanzo sarebbe alla portata dello sguardo di chiunque, ma temo sia subentrata un bel po’ di assuefazione, in trent’anni.

 

Che succede in tutto questo all’individuo più corteggiato delle ultime decadi letterarie italiane, il giovane autore?

Manda le sue cose in giro e aspetta che qualcuno ammetta se è il caso di dargli retta o meno. Ottenuto questo esaltante risultato, aspetta ancora.

 

 

Per info su "Stilos":

http://guide.supereva.com/scrittura_creativa/interventi/2005/06/214679.shtml

postato da: Mercadante alle ore 08:02 | link | commenti
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