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GANJA e FRUSTATE... a 16 anni
Ormai è un mese che vengo a scuola. È la tua ultima possibilità, mi hanno detto i vecchi. La bocciatura dell’anno scorso proprio non l’hanno mandata giù. Mi hanno iscritto a questo liceo classico privato.
Se vieni ancora bocciata, allora lavoro, lavoro. Ci vuole disciplina, mi ha detto il vecchio. Io al diploma voglio almeno arrivare, ma l’università se la possono scordare. Solo perché loro non ci sono potuti andare, allora dovrei andarci io, poveracci vivono ancora con il mito della laurea =porte aperte, posti di lavoro prestigiosi e guadagno. Ma dico io dove cazzo vivete su Marte? Così eccomi in questo istituto per viziatelli figli di papà, che si credono la santa razza padrona nonché futura classe dirigente, solo perché figli di… e perché portano Prada, Gucci, Woolrich con il pelo di qualche animale scuoiato e jeans For all mankind, quando per tutto il genere umano proprio non sono, visto che vengono ben 250 euro.
Io non mi posso permettere nessun capo griffato, quindi sono un po’ emarginata. La sera lavoro in locale nella Pianura padana. Disperso tra le nebbie e l’umidità in direzione Milano. Io provengo dall’hinterland. Faccio la cameriera in un locale notturno, servo drink alcolici di ogni genere e mi devo sciroppare fino alle due del mattino seguente gente sbronza che tenta di toccarmi il culo. Io devo scansare le loro schife mani e sorridere. Sorridere sempre. Sono pagata per sorridere, ma le mani sul culo no. Devo fare finta di niente, ma una rabbia repressa cova in me come un vulcano sul punto di gettare lava su questi ubriaconi stronzi. Però i soldi mi servono, quindi mi tocca sopportare, sopportare.
A scuola o al lavoro= fuori di casa il più possibile… lì dentro non si respira e se non rimango in apnea, sono costretta ad inalare cazzate su cazzate. Per questo me ne vado al parco, dove trovo la mia compagnia, tipi tattici con cui posso fumare le mie brase tranquilla.
Poi è successo un fatto: un assessore amico del vecchio gli ha detto che al parco erano state installate delle telecamere nascoste, e che ero stata ripresa, mentre brasavo, con un gruppo di scoppiati.
Risultato: il vecchio, che fa tanto l’alternativo con i miei compagni di scuola, e si crede la fotocopia di Vasco Rossi, mi ha riempito schiena e gambe di vergate con la sua personal cintura. Io sono andata a scuola con le gambe e la schiena che erano tutto un livido, oltre a brandelli di pelle scorticata.
Mia madre dice che sono una drogata. Sono una drogata, allora. Mi piace la marija, la ganja, la superlativa e le paste. Mio padre dice che sono una fannullona. Sono una scansafatiche allora.
Hanno tutti ragione. Ma io sono così. Appena avrò diciott’anni nessuno potrà più frustarmi e dirmi quello che devo o non devo fare.
Mi fa pena mia madre, mi ripete sempre che sono una cogliona, una tossica, una figlia che non avrebbe voluto se avesse saputo che sarei diventata così. Che le faccio fare figure di merda. Poi le chiedo qualche 20 euro e lei me li allunga. Ho capito il tipo, cara adorata mother: ti lascerò sbraitare finché non avrai più fiato in gola e poi ti chiederò di uscire e permesso accordato.
Eccomi di nuovo al parco. Mi prendo un sacco a pelo e dormo sotto la luna insieme ai miei amici dopo avere brasato. Fisso il cielo piatto e nero e mi addormento in pace. Mio padre tanto a casa non tornerà questa sera. Troppo impegnato a farsi fare servizietti dalla sua segretaria amante. Quella ha solo 4 anni più di me.
Baby Boom razzismo e stronzaggine a 16 anni
Sono stata segata al secondo anno di un classico al femminile, gestito da suore. E sono finita in questo bordello legale canapaio. Ho capito subito che aria tira qui: ho buttato alle ortiche grembiule bianco, calzettoni in tinta da brava ragazza e anche la buona educazione.
Io odio le droghe, non baso e non braso, sono solo in cerca di cock, cock, dick, di vero maschio.
I ragazzi più cool della scuola voglio farmeli tutti io. Io sono la più figa, dovrebbero eleggermi Miss Carducci; sono la più brava, la più intelligente, me l’ha detto un prof di mate dell’altra sezione, mentre mi sbirciava dentro la scollatura fatta apposta perché gli uomini ci sbircino e mi osservava da dietro il micro perizoma osceno in mezzo alle mie chiappe ancora sode. Ho sedici anni ma in fatto di sesso gli stronzetti di questa scuola me li mangio vivi a colazione. NON ACCETTO né RIVALI né SCONFITTE CON I BOYS. DEVONO ESSERE MIEI SE LI VOGLIO. CHIARO? IO MI PRENDO ciò CHE VOGLIO. Fanculo la morale e l’etica. Io mi sento nata per fare impazzire gli uomini con seghe, pompini e spagnole. Le mie tette prorompenti sono il mio cavallo di battaglia. Nessuno sa se ho ancora fatto l’amore, io non confermo e non smentisco. Mi chiamano Baby Boom per il mio potenziale erotico: io sono la bomba del sesso del Carducci. Chiedete per i corridoi della scuola. Sono anche la regina delle chat porno, perché mi diverto. Non avete idea dei pervertiti che si trovano in rete. Il mio nick è slut baby.
Mi piaccio: della pancia e delle maniglie attorno ai fianchi me ne frego. Allo specchio mi guardo solo il viso, i capelli e la forma delle sopracciglia che devono disegnare sempre un arco perfetto. Credo in tutto ciò che è ostentazione estetica, pregi e difetti compresi. Non ho complessi, sono sicura di me e questo conta. Io Damian e Lory facciamo a gara a chi sparla uno più male dell’altra. E ci divertiamo con sadismo a costruire barriere di odio stronzo contro il turco. Su questo siamo tutti d’accordo; che se ne torni in Africa perché la Turchia sta in Africa, no? E poi che barbone, venire con una barca invece di prendere un aereo di linea. Certo che questi extra pur di risparmiare…insomma il turco è uno zero elevato all’ennesima potenza. Solo che non si può difendere contro un branco di assassini della sensibilità altrui. Se non lo trovassi repellente, mi struscerei addosso, giusto perché va contro la sua morale. Giusto perché sta con una con il velo. Giusto perché ho voglia di umiliarlo. Giusto perché è musulmano. Musulmano del cazzo. Lui e la su moschea che chiuderanno dopo le proteste della gente. La gente qui odia gli extracomunitari.