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Ricordo una sera di Giugno, circa un anno fa. Si era a Milano, nel corso di un’iniziativa chiamata La Biblioteca in Giardino. Gran bella kermesse di autori ed eventi spettacolari a metà fra musica e scrittura, tutte serate all’aperto, tempo permettendo. E il tempo, quella sera, ha permesso ai Bachi da Pietra di esibirsi per la seconda volta, forse. Giambeppe Succi e Bruno Dorella. Soltanto due musicisti sul palco, ma il suono era totalizzante, caldo, ricco di suggestioni, passionale, e aggiungerei comunicativo in quanto a espressione, cose che non sempre filano esattamente a braccetto. In modo particolare, poi, se si tratta, come in quell’occasione, di presentare al pubblico materiale musicale completamente inedito (e un bel po’ alternativo, rispetto ai target più in auge). Se ora si naviga in rete, ci si può imbattere in un sito: http//www.bachidapietra.com e da lì scoprire la musica di questi due artisti assolutamente insoliti e completi, nonché complementari. Ed esperti. Da anni esistono infatti i Madrigali Magri, di Giambeppe Succi, così come da tempo Dorella si divide tra produzioni musicali e i suoi complessi principali, i Ronin e gli Ovo. Anche se Giambeppe e Bruno, per me, sono innanzitutto due splendidi amici, il disco che hanno inciso insieme me lo comprerei. Nemmeno sulla fiducia, per altro, perché nel sito vedo una sezione: Mp3. Sono assaggi delle loro canzoni. Il suono ricorda la terra, marziale, uterina. A me personalmente, ricorda una cripta, uno dei posti che riterrei fra i meglio indicati se fossi mai un manager e mi trovassi a dover organizzare un concerto ai Bachi da Pietra. Un’atmosfera raccolta e calda, nonostante un certo freddo che sgorga direttamente dalle pareti fino alla pelle degli spettatori. Un freddo che non è freddo. È solo umido, com’è giusto che sia. Una produzione Wallace Records. E fortuna che esistono i circuiti indipendenti. Di musica così ce n’è bisogno.